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Cologno, estorsioni e pestaggi ai baristi cinesi e alle anziane vicine: arrestati i fratelli Toce

I due pregiudicati avevano reso la vita impossibile anche al personale della piscina comunale. I fratelli incitavano i propri figli così: "Se loro vi fanno qualcosa, picchiatele"

Indagini e testimonianze hanno rivelato che il loro era un atteggiamento da bulletti. Pretendevano sempre qualcosa e quando non la ottenevano passavano alle vie di fatto: minacce, pestaggi e angherie di ogni tipo. Con arroganza da pregiudicati intoccabili. I fratelli Massimiliano e Giampietro Toce facevano il bello e il cattivo tempo da anni nel quartiere San Giuliano a Cologno Monzese (Milano). Stando agli investigatori, avevano preso di mira i titolari cinesi di due bar della zona, i gestori della piscina comunale e le anziane condomine che condividevano lo stabile con la madre dei due.

Sono stati arrestati venerdì sera dai carabinieri della Tenenza di Cologno Monzese, guidata da Pierpaolo Convertino. I militari, coordinati da Rosario Ferracane della procura di Monza, dopo aver capito che tanti interventi sul territorio 'ruotavano' attorno alla sfera d'influenza dei due, hanno deciso di approfondire la cosa. Il quadro emerso è stato molto chiaro fin dai primi passi dell'indagine. I due fratelli - forti del pedigree della famiglia con il padre storico pregiudicato della zona e un altro fratello in carcere in Calabria - minacciavano tutto il circondario. Complessivamente i carabinieri hanno contato almeno venticinque episodi tra atti persecutori contro le vicine e estorsioni contro i baristi.

Le estorsioni e le risse nei bar cinesi

Il loro modo di fare era semplice e quotidiano. La coppia, 45 anni Massimiliano e 41 anni Giampietro, frequentava abitualmente due bar del rione. All'interno dei locali - situati tra via Risorgimento e via Galvani - avevano un comportamento da padroni. Fin dall'inizio, stando a quanto ricostruito non senza difficoltà dagli investigatori per via della ritrosia da parte delle vittime a parlare per paura di ulteriori ritorsioni, pare che si fossero presentati agli asiatici come i capi della zona, i protettori.

Video: bar devastato dai due durante una delle risse

Andavano lì e pretendevano di consumare senza pagare, trascorrevano i loro pomeriggi in compagnia dei figli piccoli tra schiamazzi e prepotenze. E quando gli altri clienti - o i baristi - provavano a reagire, erano minacce e pestaggi. Così come quando qualcuno si permetteva di redarguire i loro figli. Spesso tutte le violenze avvenivano davanti ai bambini stessi: figli che di fatto vivono con le rispettive madri ma che quando erano con i papà, entrambi nullafacenti, giravano con loro per i bar. Alcune delle minacce più frequenti contro il personale cinese dei locali erano frasi come: "Noi siamo in Italia e qui si fa così se non vi sta bene andatevene". L'escalation violenta, in certe situazioni, ha portato i baristi a chiudere in anticipo. E si indaga anche per una volta in cui qualcuno ha appiccato un incendio alla saracinesca di uno degli esercizi.

Le estorsioni e il pestaggio del direttore della piscina

Ma le estorsioni di questo tipo non finivano lì. Durante la stagione estiva il loro punto di ritrovo era la piscina comunale. Anche lì pretendevano di entrare gratis loro e i loro ospiti. Prendevano lettini, ombrelloni e consumazioni al bar senza pagare. Nel 2017, secondo quanto ricostruito dalla tenenza, il direttore della struttura sportiva era stato vittima di un pestaggio da parte del minore dei Toce. La sua colpa, spiegano i militari, quella di aver cercato di impedire le 'scorribande' del 41enne. L'uomo, dopo l'aggressione, ha chiesto il trasferimento in un altro impianto. E nel 2018, con la nuova dirigenza, nulla era cambiato.

Le vicine di casa terrorizzate dai due fratelli Toce

L'incubo maggiore - se così si può dire - è stato quello vissuto da sette vicine di casa della madre - una donna veneta - dei due fratelli arrestati. Nel loro stabile, una casa di corte, le anziane non erano libere di fare nulla: non potevano affacciarsi in cortile quando i Toce erano in giro e se lo facevano venivano minacciate o rimanevano 'curiosamente' vittime di angherie. Tutto mai denunciato per timore, sempre secondo quanto ricostruito dai militari. In un'occasione, a una delle donne hanno rubato tutto quello che aveva in casa. Ad un'altra signora, che aveva risposto a tono ad una minaccia, è stata letteralmente allagata la casa. E in un altro caso, stando alle testimonianze raccolte dai carabinieri, i fratelli avevano incitato i propri figli così: "Se loro vi fanno qualcosa, picchiatele". I fratelli, poi, si erano 'impossessati' di due box non di loro pertinenza.

Al momento del blitz per l'arresto per stalking e estorsione - convalidato dal Gip del tribunale di Monza, Federica Centonze - nell'abitazione della famiglia sono stati trovati alcuni grammi di hashish, alcune piantine di marijuana e un badile al quale era stata aggiunta una punta di ferro. I due fratelli sono stati rinchiusi nel carcere di Monza. Il contesto di disvalore in cui per certi periodi vivevano i bambini dei due - tutti molto piccoli - sono stati segnalati alle autorità competenti. Le tante vittime di questi due 'bulli' possono tornare a respirare.

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